Palco Numero Cinque

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Recensione di Carta Straccia su Odio John Lennon

7,5

Composizione: 8
Produzione: 7
Armonia del disco: 6,5
Testi: 7,5

palco numero cinque

 Pop Rock Italiano

Tutto, troppo. Tantissime buone idee, tantissime soluzioni stilistiche, troppi stili, troppa mole di strumenti. Per carità, a trovarne di teste così piene di idee. Il disco inizialmente ci ha piuttosto entusiasmato, ma andando avanti l’ascolto era sempre più faticoso stare dietro ad una quantità immensa di suoni protagonisti e stili vocali.

Il cantante è incredibile: oltre l’assenza della minima imperfezione, con la voce fa praticamente quello che vuole. Il problema è che inizialmente somiglia a Cesare Cremonini (senti Punto di vista) complice un pianoforte molto melodico, poi sembra esserci qualche spunto di Sangiorgi e di Renga, qualcosa delle Vibrazioni (Cometa d’acciaio) e menomale che nel disco non hanno messo Nuvolari altrimenti ci sarebbe stato anche un po’ di Dalla. Scherzi a parte, visto il livello del vocalist, il definitivo salto di qualità sarebbe trovare una caratteristica distintiva da esaltare che nelle tracce di Carta Straccia un po’ manca.

La musica ci ha molto convinto in ogni brano, gli arrangiamenti sono sempre raffinati e completi, anche troppo. Il difetto, se così si può chiamare, è nella produzione, che non vuole esaltare tutto ma non sa più a chi dare i resti ad esempio in Narciso, pezzo fantastico ma dove tutto si accavalla troppo, ogni strumento si sovrappone all’altro.

palco numero cinque.2Allo stesso modo, l’intero disco è troppo saturo, ogni pezzo è spinto più di quello prima. Questo è il punto debole di un prodotto molto buono. Il voler dire tutto, sempre, ad ogni costo non lascia mai spazio di ripresa e a pagarne il costo sono proprio le tracce che dovrebbero spingere di più. Anche pezzi più calmi come Ti ritroverai sono comunque troppo densi e richiedono un’attenzione costante che è difficile mantenere.

Abbiamo cercato di evidenziare il più possibile i punti deboli del disco, in quanto i punti di forza sono facilmente percepibili. È veramente un buon lavoro, ci sono un sacco di espedienti che in Italia è difficile trovare, soprattutto ad un certo livello di qualità. Raramente abbiamo trovato una chitarra così capace di salire in cattedra senza l’arroganza dell’assolo classico. Altrettanto di rado abbiamo sentito dei synth così ispirati da non risultare forzati. Con meno agitazione e più consapevolezza possono diventare davvero grandi.

Ascoltate – con qualche pausa – che disco:

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https://odiojohnlennon.wordpress.com/2015/01/15/palco-numero-cinque-carta-straccia/