Palco Numero Cinque

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Live report della presentazione di Carta Straccia – 14/11 Arteria (BO)

Jan e Samu dei C’est la Vie sono venuti all’Arteria per il nostro live di presentazione. Gli è piaciuto…e hanno deciso di raccontarlo:

 

Alle undici o poco prima di venerdì 14, l’Arterìa è diventato un posto speciale. Chi stava scendendo le scale di vicolo Broglio 1/E ha assunto per una volta i lineamenti dell’ospite privilegiato di un’esperienza artistica, a suo modo, unica. Eravamo tantissimi (trecento, dice chi di dovere), accalcati tra le colonne di pietra, sui divanetti impolverati, in fila al bar, tutti lì per ascoltare parole e musica dei Palco Numero Cinque in occasione della release del loro primo album, “Carta straccia”.

Un’attesa diffusa e meritata per un’esibizione di rara intensità e bellezza, di cui hanno fatto parte tutti i brani del cd in uscita, compresi alcuni grandi classici rivisitati e corretti, a prova ulteriore di una creatività irrequieta e insaziabile. Un’attesa magica e inusuale di questi tempi, in così tanti di venerdì sera, quasi sotto alle due torri, per il concerto di una giovane band di provincia.
Di rado il pubblico dell’Arterìa è stato così coinvolto da un’esperienza live, tra le migliori in circolazione, dove avanguardia artistica e accattivante intrattenimento reagiscono assieme dando vita a una chimica del palco da manuale. Coi Palco Numero Cinque il concerto diventa uno spettacolo vero e proprio, e i confini tra palco e pubblico cadono progressivamente, fino all’apoteosi finale, con la platea fattasi proscenio protagonista del tributo a Lucio Dalla che conclude la serata.

final palco

In questo i Palco sono un ibrido interessante tra il rispetto e la gratitudine verso una tradizione d’alt(r)a levatura e ispirazione rispetto a quella di oggi, e la capacità perfettamente contemporanea di catturare a sé ascoltatori di ogni sorta, anche i più lontani da quella storia. Ci riescono grazie alla loro musica, quel misto originale e potente di prog, alternative rock e cantautorato, grazie alla loro tecnica sopraffina, grazie alla loro energia coreografica, grazie a un pubblico di affezionati fedele e curioso. Ci riescono anche grazie alla spontaneità e semplicità con la quale fanno tutto questo, pienamente consapevoli e orgogliosi (come non mancano di ricordare) delle loro origini genuinamente provinciali: la Bassa bolognese è, per tutti e per loro in particolare, un luogo dell’anima e del cuore, ergo della musica.

Sono questi alcuni degli ingredienti che spiegano il loro miracolo: quello di farci guardare tutti, a bocca aperta, verso il Palco Numero Cinque: quello del fantasma di Leroux della cui esistenza non è ormai più lecito dubitare.