Palco Numero Cinque

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I Palco Numero Cinque, con 8 artisti, raccontano chi sono ad Indiependent Reviews

Potrà sembrare una lista senza senso (e forse lo è), però ha un senso per noi. C’è chi ha segnato un momento della nostra vita, chi ha influito fortemente nelle nostre scelte musicali o chi, semplicemente, ci piace.

Marta sui tubi – a volte usiamo dire che la nostra musica non è “da primo ascolto”. Ecco se è così la colpa/merito è anche dei Marta sui tubi, dei quali ci siamo innamorati….dal secondo/terzo ascolto in poi.

Lucio Dalla – questa non è una classifica, altrimenti Lucio Dalla sarebbe stato al primissimo posto con doppiaggio di tutti gli altri. Sarà che siamo di Bologna, sarà che ci siamo cimentati quasi per gioco in una sua cover di “Nuvolari” che oggi riproponiamo in moltissimi live, ma Dalla è per noi qualcosa di superiore….anche i suoi starnuti erano dei capolavori per noi.

Franco Battiato: lo mettiamo qui vicino a Dalla perché per noi stanno molto vicini. Il cantautore siciliano scrive tra i migliori testi che si possono trovare nel panorama musicale italiano. Spesso sono da parafrasare e questo ci piace.

Area/Quintorigo/PFM: qua parliamo sia di influenze che di momenti della nostra vita: succede che ad un certo punto inizi ad ascoltare il progressive italiano e il risultato è che poi non puoi fare a meno di inserirne le sfumature nei pezzi che scrivi

Afterhours: se ne sentono dire di ogni tipo su di loro. C’è chi li ama e chi li odia, chi li considera delle rockstar e chi dei montati. Noi non ci pronunceremo su questo, ma diremo solo che è 20 anni che sono al top nella scena indipendente…il resto fate voi.

Il teatro degli orrori: Capovilla ci “stalkera” oppure noi “stalkeriamo” lui. Non si sa. Fatto sta che abbiamo avuto più occasioni di scambiare pareri musicali con lui. E il nostro parere è che “Dell’impero delle tenebre” non viene propriamente ricordato solo perché oscurato da “A sangue freddo”. Un capolavoro!

Rancid: Ok. Non scriviamo pezzi in inglese, non suoniamo punk e nessuno di noi ascolta attualmente punk, ma “…and out come the wolves” è uno di quei dischi che lo ascolti, lo riascolti e ti rendi conto che tutti i brani sono allo stesso livello (altissimo) e non sai sceglierne il migliore. Ai tempi del liceo erano costantemente nel lettore cd ed hanno contribuito ad infondere la voglia di divertirsi su un palco

System of a down: come sopra. “SOAD” “Steal this album” e “Toxicity” sono altri album perfetti. Li ascolti e ti chiedi come è possibile fare brani di tale livello, con continuità.

Citiamo i SOAD anche perché una volta, alla fine di un concerto, uno spettatore venne da noi e ci disse: “mi sembrate un feat tra PFM e SOAD”. Non sappiamo se avesse ragione, e nemmeno ci interessa in fondo….però sarebbe un featuring assolutamente da fare!

http://www.indiependentreviews.com/#!Palco-Numero-Cinque-in-otto-artisti-vi-raccontiamo-chi-siamo/c112t/56D1E04B-6FA7-4435-A5DC-1D48299B9BDF