Palco Numero Cinque

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Carta straccia: un’alternativa all’alternative italiano. Recensione su Stunrise

Sei appassionato di alternative rock italiano e ti sei stufato di ascoltare in loop i Ministri o gli Zen Circus? Beh, allora forse è il tuo giorno fortunato. I Palco Numero Cinque sono una boccata d’aria fresca in un panorama che non offriva niente di interessante da un bel po’ di tempo.

Naturalmente se appartenete a quella scuola di pensiero ortodossa secondo la quale “ la buona musica è solo in inglese” oppure “tutto ciò che è italiano mi fa schifo”, consiglio di passare oltre. InCarta straccia, album d’esordio del gruppo bolognese, c’è tutta l’eredità di due mondi: quello cantautorale e quello rock, generi musicali che nella loro città d’origine hanno sempre trovato terra fertile.

Il disco è un percorso pieno di svolte improvvise, che portano a stravolgimenti musicali e inaspettate immagini letterarie.

La cosa che colpisce di questo album è proprio la volontà di spiazzare continuamente l’ascoltatore, mutando continuamente stile. Siamo sempre nell’alternative rock, ma questo disco esplora il genere nella sua complessità, passando in un amen da accompagnamenti prettamente rock a sfumature più progressive ed elettroniche.

I testi hanno la chiara intenzione di essere introspettivi e di fornire, in qualche modo, un ritratto dell’uomo che troppo spesso (parafrasando le loro parole) “vive la sua vita distrattamente senza rendersi conto della bellezza che butta via”. Detto questo, il mio personalissimo parere è che i testi a volte siano eccessivamente articolati e che manchino un po’ d’impatto, ma se lo standard di scrittura nel mondo dell’alternative fosse questo, potremmo dirci tutti più che fortunati. D’altra parte è una questione di gusto e si sa  che la formula “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace a chi recensisce” è un po’ limitante. Posso solo dire che vale la pena di buttarci l’orecchio.

Vale la pena vedere come questi ragazzi bolognesi conservano delle nobili influenze nel proprio lavoro, pur mantenendo una particolare cifra espressiva. Nel mondo dell’”alternative cantautoreggiante” (genere appena coniato e ancora da depositare in Siae) è facile farsi schiacciare da scomodi paragoni con i grandi cantautori del passato o con le attuali band che già percorrono questa strada. L’impressione è che i Palco Numero Cinque siano riusciti a fare un album molto personale e per certi versi sorprendente. Se un pomeriggio vi siete stufati di consumare le solite tre playlist di musica alternativa, Carta straccia può essere un’ottima soluzione.

VOTO: 3,5 su 5

 

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